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Fine dei viaggi della speranza il 75% guarisce e conduce una vita normale

08 giugno 2010

Pisa, 8 giugno 2010 – Sono ormai finiti i viaggi della speranza fuori dall’Italia per curare i bambini colpiti da tumore, ora si assiste al fenomeno opposto: il 10% dei piccoli pazienti oncologici infatti arriva dall’estero negli ospedali italiani. Il dato emerge dal 36° Congresso dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP), che ha visto la partecipazione al Palazzo dei Congressi di Pisa di oltre 300 specialisti da tutta Italia. Da questa tre giorni di lavori, che si conclude oggi,  emerge anche  un messaggio positivo. “Ogni anno in Italia si registrano in tutto circa 1300 nuovi casi di tumori pediatrici. Il 75% dei piccoli può essere curato con successo  e condurre una vita assolutamente normale da adulto – spiega il prof. Giorgio Dini, presidente dell’AIEOP -. Oggi, infatti, una persona su 450 al di sotto dei 35 anni è un ‘guarito’ da un tumore sviluppato in età pediatrica. Da adulti possono con  maggiore facilità  sviluppare problemi endocrini legati alla chemioterapia, ma sono persone più motivate dei ‘non malati’ e posseggono maggiori capacità di comunicare e di adattarsi ai disagi della vita rispetto agli altri.” È la leucemia la forma di cancro più frequente nei bambini, ma i piccoli possono essere colpiti anche da tumori del sistema nervoso centrale, dai linfomi, dal neuroblastoma e altre forme più rare.

Lo standard terapeutico dei centri italiani è estremamente elevato, senza differenza tra le regioni del Nord e quelle del Sud. “All’interno delle 50 strutture di oncoematologia pediatrica italiane – continua il prof. Dini -  abbiamo inoltre individuato i cosiddetti centri ad elevata specialità per il trattamento di specifiche patologie.  E mentre sono ormai finite le migrazioni sanitarie da Sud a Nord, si assiste  oggi a un  fenomeno in costante crescita: un paziente su 10 è straniero e ciò comporta diversi problemi organizzativi”. Questi piccoli pazienti arrivano in particolare dall’Europa dell’Est, dai Paesi Arabi, dal Sudamerica e dal Nord Africa. La collaborazione con i medici curanti del Paese di provenienza è fondamentale per poter avere informazioni dettagliate e selezionare accuratamente i pazienti. Non solo. “Diventa essenziale – spiega ancora il prof. Dini – anche il ruolo del mediatore culturale. Vogliamo creare un network perché tutti i centri italiani che hanno in corso un programma di scambio con l’estero lo condividano con le altre strutture comprese nella rete. L’obiettivo finale è però quello di dar vita a programmi istituzionali di formazione nei centri stranieri perché i malati possano essere curati al meglio nel Paese di provenienza”.
Uno dei temi centrali affrontati durante il Congresso è quello dell’alleanza terapeutica fra medici, infermieri, genitori e associazioni, intesa in senso lato, cioè per migliorare la qualità delle cure e offrire un’ottima qualità di vita ai malati. Inoltre verrà presentata la Fondazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica, che avrà in particolare il compito di occuparsi della raccolta fondi. Socio onorario della Fondazione è il cantante Andrea Bocelli. A dimostrare che gli ex pazienti possono condurre una vita normale, ieri sera al campo di San Giuliano Terme in provincia di Pisa si  è svolta la partita di calcio benefica tra “Mitica” (la squadra di calcio nazionale dei guariti da leucemia) e la nazionale italiana cantanti.


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