{"id":9000,"date":"2023-02-09T08:12:26","date_gmt":"2023-02-09T07:12:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/?p=9000"},"modified":"2023-02-09T14:39:18","modified_gmt":"2023-02-09T13:39:18","slug":"il-maestro-di-tanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/il-maestro-di-tanti\/","title":{"rendered":"Il Professor Giangaspero &#8211; il Maestro di tanti &#8211; ci ha lasciati"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 blog-article nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-right:120px;--awb-padding-left:120px;--awb-margin-top:60px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-margin-bottom:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-1 fusion-title-text fusion-title-size-two\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;\">Il Maestro di tanti<\/h2><span class=\"awb-title-spacer\"><\/span><div class=\"title-sep-container\"><div class=\"title-sep sep-double sep-solid\" style=\"border-color:#e0dede;\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p>\u201cSono trascorsi due mesi dall\u2019incidente del Prof Giangaspero e, a ripensarci, una Persona cos\u00ec intellettualmente e umanamente dotata, e profondamente Libera come il Prof Giangaspero, non avrebbe mai potuto lasciarci se non in un modo inaspettato e tragicamente irrimediabile.<\/p>\n<p>Il prof Giangaspero \u00e8 sempre stato cos\u00ec: il vero Maestro, capace di intuizioni uniche, ma anche di raccogliere le nostre idee e le nostre piccole istanze di clinici. Ci spiegava, senza mai spazientirsi, perch\u00e9 le malattie, in particolare i tumori del sistema nervoso centrale, erano cos\u00ec e non diverse, provocavano guai nel cervello dei nostri bambini, talvolta potevano essere guarite, e altre volte solo descritte e classificate con accuratezza, ma avrebbero avuto una straordinaria aggressivit\u00e0. Come noi voleva conoscere di pi\u00f9 e meglio, fare ordine, non solo con la giusta ambizione dello scienziato, ma anche con la caparbiet\u00e0 un po\u2019 irrazionale di noi clinici che per tutti vorremmo la cura e la guarigione.<\/p>\n<p>Sapeva infatti entrare nel contesto clinico e nelle conoscenze di ognuno di noi pediatri oncologi con raffinata attenzione, senza giudicarci per la nostra ignoranza e per le nostre domande, talvolta stonate e spesso troppo insistenti. Non c\u2019era modo di concludere una conversazione o un incontro anche breve con Felice senza avere imparato qualcosa.<\/p>\n<p>Se concedeva la Sua amicizia era anche in questo campo sorprendente e pieno di premure: comunicava le Sue passioni e si interessava a quelle altrui, era spiritoso e amava ridere. Era colto anche nelle emozioni e sinceramente curioso dell\u2019interlocutore. Non c\u2019era occasione scientifica in cui non proponesse anche un incontro amichevole: una mostra che si poteva visitare, un quartiere interessante dove passeggiare, un libro o un film da condividere e di cui discutere.<\/p>\n<p>I Suoi spazi culturali e di amicizia erano il mondo: inutile elencare qui i Suoi contributi fondamentali e le pietre miliari da Lui poste a patrimonio della Neurologia e della Neuro-oncologia: per fortuna i Suoi scritti parleranno ancora a lungo a noi e a tutti colleghi internazionali.<\/p>\n<p>Non vado oltre, ma so che tutti avranno sempre nel cuore e negli occhi il Suo meraviglioso sorriso, le Sue lezioni, i Suoi interventi, la Sua capacit\u00e0 di conciliare posizioni estreme in una armonia fertile per la conoscenza.<\/p>\n<p>Ciao Felice\u201d<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-9000","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-in-evidenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9000","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9000"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9000\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9018,"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9000\/revisions\/9018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aieop.org\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}