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AIEOP replica all'articolo apparso su La Stampa - cronache di sabato 05 luglio 2014

07 luglio 2014

Riportiamo sotto il testo della lettera inviata dal Presidente AIEOP al Direttore del quotidiano con riferimento all'articolo citato:

Importanti precisazioni sull’articolo “Tra i bimbi nei quartieri dell’ILVA - si ammaleranno per 50 anni” di Grazia Longo apparso su "La Stampa - cronache" del 05 Luglio 2014

Egr. Direttore,

ci permettiamo di intervenire sull’articolo in oggetto apparso in data 5 Luglio 2014  sulla situazione dei bambini affetti da leucemia e residenti a Taranto.

  1. Come Pediatri condividiamo le preoccupazioni sulla salute dei bambini residenti a Taranto così come emerso dalla recente indagine pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it). Sullo specifico problema dell’incremento dei tumori in età pediatrica nell’area ILVA, abbiamo già avuto modo di commentare un altro articolo apparso su La Stampa (“L’oncologo e la battaglia infinita. In tre anni 1500 bambini con il tumore” di Antonio Salvati; La Stampa 04 Dicembre 2013) con una risposta  a Lei inviata in data 06 Dicembre 2013 e pubblicata sul sito dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (http://www.aieop.org/index.php?q=node/755)
     
  2. L’AIEOP è la realtà che da oltre 40 anni, in collaborazione con le Associazioni dei Genitori  operanti nei diversi Centri e riuniti nella Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncologia Pediatrica (FIAGOP), garantisce ai bambini e adolescenti affetti da tumore uno standard di diagnosi che colloca l’Italia tra i Paesi d’Europa con i risultati migliori di cura (G. Gatta et al…Lancet Oncol. 2014 Jan;15(1):35-47). Ciò è possibile attraverso l’accreditamento dei Centri operanti nelle diverse Regioni Italiane. La creazione di tale rete, con conseguente applicazioni di protocolli di diagnosi e cura comuni, hanno permesso di ridurre in modo significativo il fenomeno dell’emigrazione verso centri pediatrici del centro e nord d’Italia per i bambini e adolescenti diagnosticati in Centri del Sud.
     
  3. Riteniamo alcuni contenuti dell’articolo non  corrispondenti a quanto oggi viene offerto ai bambini/adolescenti malati di tumore in Italia. “ ….Le speranze di guarire di leucemia precipitano più del mercurio sotto lo zero…” Ciò non corrisponde al vero: nella forma più comune di leucemia (quella linfoblastica acuta-LLA) che rappresenta il tumore più frequente, e oltre l’80% di tutte le forme di leucemie del bambino, oltre l’80% guarisce e diventa un adulto sano (G.Gatta et al.). “…I bambini dell’ILVA non hanno neppure un reparto pediatrico ematologico….”  I tumori dei bambini e adolescenti sono malattie relativamente rare (in Italia si ammalano ogni anno 1500 bambini di età inferiore ai 14 anni e circa 800 nella fascia di età fino a 18 anni). L’organizzazione in Italia come in qualsiasi altro paese del mondo sviluppato, prevede la creazione di reti  tra centri e di gruppi cooperativi nazionali  (in Italia AIEOP). In alcune Regioni (tra cui Piemonte e Veneto) al fine di minimizzare ulteriormente i disagi provocati  al bambino e alla famiglia, dal trasferimento in un Ospedale lontano da casa, si sono organizzati i trattamenti  in una ulteriore rete organizzativa a livello regionale. E’ auspicabile che ciò avvenga anche in Puglia, esistendo ben quattro Centri AIEOP, rispettivamente a Bari, Lecce, San Giovanni Rotondo e Tricase. Non c’è motivo di pensare o descrivere “i viaggi della speranza al … “ quando esistono Centri qualificati sicuramente più vicini e parte della stessa rete (AIEOP) di cui fa parte anche il Centro del Bambin Gesù di Roma. 
     
  4. I bambini e adolescenti con tumore hanno diritto ad essere diagnosticati e trattati in Centri Pediatrici e non ricorrendo o affidandosi alla “generosità del primario..” della Divisione di Ematologia degli adulti.
     
  5. I bambini dell’ILVA hanno le braccia talmente bucate per le troppe flebo da dovere ricorrere a minuscoli cateteri”. E’ proprio grazie all’applicazione di cateteri venosi centrali che è stata drammaticamente ridotta la ricerca continua di nuovi accessi in vene periferiche per eseguire analisi di laboratorio e la terapia, motivo di ansia e preoccupazione per i nostri pazienti.
     
  6. I bambini e adolescenti affetti da leucemia linfoblastica acuta, dopo aver completato il trattamento più intensivo dei primi 6 mesi, riprendono ad andare regolarmente a scuola. Nella fase di terapia più intensa si fa di tutto per non perdere il contatto con la Scuola di appartenenza attraverso la scuola in Ospedale in diretto contatto con gli Insegnanti del bambino e ragazzo.

L’esperienza di incontro con le realtà drammatiche di un bambino con tumore, specie se vissuto in un contesto di grave disagio economico e sociale, richiede grande attenzione e rispetto  sui contenuti e sulle modalità di comunicazione.
Restiamo a disposizione per ogni eventuale approfondimento sui temi descritti.
Cordiali saluti

Presidente AIEOP
Prof. Andrea Biondi